Valutazione Psicologica del Bambino

La comprensione delle problematiche psicologiche in età evolutiva ha alcune peculiarità rispetto a quelle dell’età adulta proprio perché il bambino è in continua trasformazione. Questi continui cambiamenti possono destare ansia e preoccupazione in chi si prende cura di lui facendo sorgere il dubbio se questi suoi comportamenti facciano parte del normale processo di crescita o siano degni di attenzione clinica. I genitori si trovano di fronte a due quesiti principali in queste situazioni: “Cos’ha mio figlio?”, “Cosa posso fare per aiutarlo?”.
In questo senso risulta fondamentale aiutare gli adulti a riconoscere quali comportamenti, anche se problematici, rientrano in un normale percorso di crescita e quali invece si configurano come sintomi di qualche disturbo. Nella valutazione del bambino o dell’adolescente vengono necessariamente coinvolti entrambi i genitori in quanto occorre il consenso di entrambi ed è fondamentale il loro contributo per la comprensione della dinamica motivazionale alla base della richiesta di consultazione. Gli obiettivi specifici della valutazione in età evolutiva sono:
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Identificare le ragioni e i fattori che hanno portato il bambino alla valutazione
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Ottenere un quadro del funzionamento evolutivo del bambino
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Comprendere i fattori individuali, familiari e ambientali che possono influenzare le difficoltà del bambino o supportarle
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Stabilire se è presente un’atipia di sviluppo e, nell’eventualità fare una diagnosi differenziale
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Valutare se sia necessario un trattamento e, in caso affermativo, sviluppare le linee guida di un percorso terapeutico (Lucarelli, L, Piperno, F. e Balbo, M., 2008).
L’obiettivo principale della valutazione non è la diagnosi ma la comprensione del funzionamento globale del paziente poiché la diagnosi, che equivale spesso a un’etichetta, descrive ma non spiega.
L’obiettivo del percorso diagnostico è quello di capire il funzionamento del paziente, mettendo in luce i rapporti causali tra pensieri, emozioni e comportamenti, nonché le sue risorse.
Due pazienti con la stessa diagnosi possono avere funzionamenti completamente diversi e alla luce di questo, lo psicologo deve offrire il piano di trattamento più adatto all’unicità del paziente. La valutazione è un processo che caratterizza le prime fasi dell’intervento psicologico e lo indirizza. Lo psicologo nel condurre l’assessment utilizza vari strumenti come il colloquio psicologico, l’osservazione diretta, strumenti psicometrici selezionati in base al problema presentato e delega a terzi per eventuali esami medico-strumentali.
Una volta conclusa la valutazione verrà fatto un colloquio di restituzione per comunicare quanto emerso e per consigliare il paziente o i genitori dello stesso rispetto al percorso a lui più idoneo.
